Passa con noi una giornata a NHLStenden

Non importa a che ora tu abbia la prima lezione. Poca rilevanza ha l’orario in cui hai impostato l’allarme. Ogni mattina inizierà allo stesso modo: con te che invochi quei dieci minuti in più di sonno.
Tranquillo, tu che stai leggendo, non sei il solo. Oggi per me non è andata diversamente. Oggi come ieri, e il giorno prima, e il giorno prima ancora. Anzi, già che sei qui, perché non ti metti comodo e ti racconto come sia possibile avere in comune ben più che il momento della sveglia e ti presento una mia giornata tipo.
Superata la grande bugia delle pubblicità dove sono tutti “Goodmorning sunshine” – che poi, inizia a pure salutare la sunshine italiana che qui ne avrai ben poca a cui augurare il buongiorno – vado in cucina per preparami la colazione. Scendo quelle ripidissime scale alla olandese che separano la mia stanza dalla mia meta: uno ci fa l’abitudine – prima o poi, te lo giuro, quel momento arriverà – ma tra l’accettazione e l’ammirazione c’è un grandissimo spazio in cui capeggiano due lettere: no.
Sono nient’altro che un grandissimo no quelle scale. Ma uno ci convive, tra scivolate dovute all’essere in ritardo e scalate impossibili al ritorno da una serata.

Dicevamo.

La mia cucina è piccola, quasi angusta, ma quando la mattina metto su la moka e si riempie di quel inconfondibile profumo di caffè diventa istantaneamente più homie. Più casa. Se sei uno del team tè o di qualsiasi altro che non sia quello del caffè, perdona la scivolata encomiastica delle precedenti righe.
Mentre la macchinetta sbuffa e borbotta prendo tempo versandomi dei cereali in una ciotola. Finita colazione torno su a finire di prepararmi.
Devi sapere che ora che sto scrivendo è novembre. Metà novembre ad essere precisi. Quindi altro che the winter is coming: qua è già arrivato da un pezzo. Ma nulla di cui allarmarsi: una bella giacca pesante, un paio di guanti e una sciarpa sono più che sufficienti. Gli olandesi non sono stupidi: sanno come riscaldare come si deve i locali, quindi quando sei da qualche parte al coperto, non hai da preoccuparti. Il problema sta nello spostamento da luogo chiuso A a luogo chiuso B. E lì, beh, tira fuori la tua indole da nonna italiana e tieni bene in mente che non sei mai abbastanza coperto e “puoi piglià friddu”.
Per me che vivo dall’altra parte della città rispetto a dove si trova la scuola è del tutto inevitabile prendere la bici. Che poi sia chiarita una cosa: dall’altra parte della città sembra una distanza incredibile se non si tiene in considerazione che Leeuwarden sta al polo opposto della categoria metropoli. Quindi il mio tempo di esposizione all’intemperie climatiche dei Paesi Bassi è di approssimatamene otto minuti. Non male, vero?
Arrivata a scuola cerco un posto per parcheggiare la bici. Di solito la metto nel parcheggio sotterraneo perché se una cosa ho imparato stando in Olanda è che non puoi fidarti mai del tempo. Mai. Non importa cosa tu veda alla finestra di prima mattina, la vicinanza al mare rende il meteo molto variabile e una giornata che inizia con cielo limpido potrebbe farti tornare a casa inzuppato, infreddolito e con  una nuova collezione di imprecazioni personalizzate. Quindi, per tenere il posteriore all’asciutto, la bici la lascio sempre al coperto.
Indipendentemente dall’ora che inizia la lezione, io cerco sempre di arrivare una manciata di minuti prima: mi piace vedere il mio gruppo di amici o di compagni di corso prima di iniziare con le lezioni. Il punto di incontro preferito è la nuova Study Landscape (spesso abbreviata SLS nelle affrettate chat di whatsapp). È centrale, vicina agli ingressi – quindi quando uno arriva a scuola passa da lì – e alle scale che portano alle classi. Se ti capita di essere l’amico del gruppo che arriva primo, o sei semplicemente da solo, il wi-fi prende pure bene quindi non avrai problemi a fare l’antisocial sui social.
Se le lezioni finiscono a un orario accettabile per tornare a casa e fare pranzo di solito faccio così. Altrimenti mi porto qualcosa da casa (pasta fredda, un sandwich, un wrap,…) o – se non sono troppo stretta con il budget quel mese – lo compro alla Kanteen o a If, il cafè della scuola. Ma il più delle volte è questione di doversi fermare a scuola per trovare un po’ di motivazione allo studio che, restando in casa, finirebbe sul divano e svanirebbe in maratone di serie. Il mio posto preferito e’ la bibblioteca: rispetto alla SLS – gia’ che lo slang lo sai – e’ decisamente piu’ silenziosa e tranquilla. Quindi – tornando al tema cibo – il pranzo a scuola, che sia da casa o comprato, è ormai abitudine.
Tornata a casa, un momento di relax e’ piu’ che meritato. Metto di nuovo su la moka e mentre aspetto che il caffe’ sia pronto indugio sui social.
Al momento della cena e’ difficile coordinarsi con gli altri coinquilini: dipendendo dalla nazionalita’, ognuno ha orari diversi per mangiare. Il mio coinquilino olandese, come la maggior parte dei nordici, mangia presto. Molto presto. Giusto per darti un’idea, mentre sto finendo di fare merenda lui sta gia’ mettendo sui fornelli una pentola per far bollire l’acqua della pasta. Tuttavia questa generalizzazione non e’ sempre valida: l’altra mia coinquilina e’ tedesca, ma lei mangia parecchio tardi, quasi verso le dieci di sera. Io? Nel giusto mezzo, sempre dipendendo dai vari impegni che posso avere tornata a casa. Questi possono essere ad esempio andare al supermercato, fare lavaggi o pulire casa. Ma questo e’ il compromesso di ogni fuori sede: una immensa dose di liberta’ che si carica di responsabilita’ che prima lasciavamo ai nostri genitori.
Eppure, posso assicurati, sara’ la scelta piu’ bella della tua vita.

(Racconto fondato su un qualsiasi giorno feriale, nel weekend ci divertiamo anche noi 😉 …Continua a seguirci per scoprire come).

-Teresa

 

 

 

 

 

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